No, dolce Biba, non sei stata solo un gatto…

Il gatto nero protegge la casa e la famiglia e tu, Biba, ne sei stata la vera conferma.

Il gatto nero è guaritore e solo noi sappiamo quanto tu mi abbia curata ed aiutata a guarire. Nei giorni peggiori, quando a malapena riuscivo ad alzarmi dal divano o dal letto tu eri lì con me; vicina vicina, a consolarmi con le tue ritmiche fusa e la tua zampina calda appoggiata sulla mia mano debole.

Mi hai dato forza con affetto incondizionato, altro che animale egoista ed opportunista.

Quanto tu fossi affettuosa l’abbiamo visto da subito, quando è nata Viola.

Se piangeva correvi subito a cercare di capire perché, e miagolando disperata ci imploravi di fare qualcosa.

Quando lei era tranquilla saltavi sul fasciatoio o nella culla e la annusavi piena di curiosità, non ti sei mai tirata indietro dalle sue carezze maldestre.

Con Anita lo stesso ma ormai sapevi come fare, avevi ben capito che tutti i cuccioli sono speciali e ti eri scelta il posto migliore per i tuoi pisolini: il loro lettino profumato di bimba.

Mai avremmo pensato di doverti salutare così presto e mai in un periodo del genere ma se è vero che la vita è ingiusta e il nostro destino incerto e se è anche vero che bisogna, vada come vada, guardare sempre avanti; dobbiamo allo stesso modo rimanere aggrappati ai ricordi.

Anche e soprattutto a quelli buffi e divertenti come la canzoncina che abbiamo inventato Viola ed io quando abbiamo adottato la nostra piccola tigre Piperita: “E’ la gatta Piperita che è la nostra preferita, ma non ditelo alla Baba che è la gatta scura scura che ci coccola e ci cura”.

La cantavamo per prenderti un po’ in giro, come facevamo spesso, forse perchè nonostante fossi elegante e bellissima nella tua pelliccia nera delle volte risultavi davvero ridicola e questo ci piaceva tanto!

In piena pandemia, circondati da tragedie, piangere per la perdita di una gatta potrebbe sembrare fuori luogo ma non abbiamo potuto scegliere il momento più opportuno, sia storico che personale, per rimanere senza di te e senza la tua scura e rassicurante presenza in casa.

Sentiamo ogni giorno la tua mancanza, anche ora che i mesi sono passati fino a formare un anno intero!

Percepiamo fortissima l’assenza dei tuoi gesti e delle abitudini, anche buffi, che, almeno ai nostri occhi, ti hanno reso unica al mondo.

Come il tuo portarti la pappa alla bocca con la zampina, sempre la stessa, la sinistra.

Eri nera e mancina, come avresti potuto non essere speciale?!

I tuoi modi dignitosi e il tuo miagolare di rado ti hanno portata a non farci capire fino all’ultimo che eri malata.

Troppo malata per poter fare qualcosa per guarirti.

Mi viene quasi da pensare che tu abbia scelto così.

Se tornata sul tuo pianeta, avevi delle cose molto importanti da fare…

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