Ecobio o non ecobio?

In molti si domandano perché preferire cosmetici eco-bio rispetto a quelli tradizionali e nel caso come fare a sceglierli.  
Quello della cosmesi in genere è un mondo e quello dell’ecobio è tutto un capitolo a parte.
Credo che la confusione sia generata dalla quantità di definizioni e di categorie che si possono leggere e sentire ma se si vogliono fare acquisti ragionati, se davvero vogliamo diventare consumatori critici e consapevoli, bisogna innanzi tutto fermarsi un attimo e distinguere!
Come prima condizione credo che sia necessario avere delle motivazioni per scegliere un tipo di cosmesi piuttosto che un altro e i motivi possono essere molti:di salute: nel caso ci siano problemi di pelle come allergie e reazioni dovute a certe sostanze, oppure decidere di non usare più cosmetici che contengano ingredienti che alla lunga possono essere nocivi per la salute (penso, per esempio, agli smalti).
Spesso le case cosmetiche si difendono affermando che  le percentuali di ingredienti “cattivi” sono minime – ed è vero, è così per legge – ma io penso che un consumatore debba fare il calcolo di quanti prodotti usa e si spalma addosso ogni giorno (soprattutto le donnine :)).

Etica: Scegliere di informarsi e acquistare solo prodotti i cui ingredienti siano controllati e certificati per quello che riguarda lo sfruttamento dei lavoratori, del suolo e delle risorse in genere.
Ecco allora i prodotti del commercio equo&solidale.
A volte la scelta è anche quella di boicottare le multinazionali della bellezza scegliendo di acquistare prodotti più di nicchia magari “made in Italy”.
Esempio di scelta etica è anche quella di usare solo prodotti certificati “vegan ok” che non contengono ingredienti di derivazione animale.

Ecologica: Alcune sostanze presenti nei cosmetici alla lunga sono nocive per l’ambiente, non solo se disperse in grande quantità ma anche poco a poco, negli scarichi di casa tutte le volte che ci laviamo, ad esempio, i capelli.
E’ il caso delle sostanze ittiotossiche presenti in molte creme solari che disperdendosi in mare possono creare squilibri nell’ambiente acquatico.

Definito il perché del voler cambiare il nostro “mondo cosmetico” è giusto sapere che anche tra quelli “buoni” non tutti i cosmetici sono uguali.
Chiariamo subito una cosa importante: l’aggettivo naturale non vuol dire niente, non esistono enti che certificano la naturalità di un rossetto o di una crema quindi è una definizione che tutti possono usare sulle confezioni dei loro prodotti e infatti, in molti, lo fanno.
Lo fanno perché possono, non vanno contro la legge ma rientrano di sicuro nella categoria degli Ecofurbi, quelli che per vendere cavalcano l’onda dell’interesse, sempre più ampio, per il biologico.
Altre definizioni invece esistono eccome!
Qualche esempio: Biologico, organico, non testato su animali, vegetariano, vegano e biodermocompatibile.
Un cosmetico potrebbe essere tutte queste cose insieme o magari solo una di queste – per esempio non testato su animali – anche qui si tratta  solo di sapere cosa si vuole, si cerca in un cosmetico.
Ci sono enti che certificano se un prodotto è davvero come dice di essere e come per il cibo, anche per i cosmetici sarebbe sempre bene controllare l’etichetta.
Per chiarirsi un po’ le idee è davvero utile farsi un giro sul sito della Skineco organizzazione nata in Italia – dall’idea geniale della dottoressa Riccarda Serri – ma votata all’internazionalità che associa medici dermatologi e farmacie per una nuova visione della cosmesi perché questa diventi innanzitutto ecodermocompatibile e cioè buona per l’ambiente e al tempo stesso per la pelle.
Un altro strumento potente e famoso è il biodizionario a cui, però, in molti contestano la poca chiarezza.
Effettivamente il biodizionario è un enorme database utilissimo se si sa come muoversi ma in cui ci si può perdere facilmente, in più, la maggior parte delle volte non viene spiegata la bocciatura di certe sostanze quando invece questo potrebbe essere utile per capire meglio cosa è buono e cosa no.
Altro ottimo riferimento è il forum Saicosatispalmi, il forum è ben gestito e mai chiassoso e mi ha chiarito più di un dubbio in passato (ma son sicura lo farà ancora in futuro)

Ultimissima considerazione, molto personale: esistono i “talebani” dell’ecobio, quelli che se vedono un pallino rosso in fondo all’inci di un prodotto non lo compreranno mai e poi mai!
Ecco, secondo me, come in tutte le cose ci vuole misura e in qualche caso si può anche fare un’eccezione.
Pur usando solamente cosmetici ecobio ormai da anni, perché mi ci trovo meglio e la mia pelle e i miei capelli ringraziano, apprezzo di più l’atteggiamento di una Clio che, mossa dalla curiosità per l’argomento si pone domande, piuttosto che quello di chi, con i paraocchi non vede nient’altro, non vuol sentir ragioni e magari smette di guardarsi intorno con voglia di conoscenza e curiosità che poi – io almeno la penso così – è la base di un consumo davvero critico.
Insomma si tratta di non escludere niente a priori ma rimanere informati e attenti, se è vero che il mercato siamo noi e che le nostre scelte contano eccome!

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