Pannolini lavabili: il mio racconto – parte seconda

Se, dopo aver letto il mio post di settimana scorsa vi siete fatti un giro su Non solo ciripà avrete scoperto, come me, che dal 28 aprile al 4 maggio sarà proprio la settimana internazionale del pannolino lavabile!!!
Devo dire la verità, non sapevo della sua esistenza ma quella di quest’anno sarà già la quinta edizione e raggiungerà il culmine sabato 26 aprile con “Il Grande Cambio”, un evento, sicuramente singolare, che vede coinvolti, oltre al nostro paese, anche Australia, Belgio, Brasile, Canada, Costa Rica, Germania, Spagna, Gran Bretagna, Giappone, Corea, Messico, Filippine e USA!
Di cosa si tratta?
E’ un appuntamento per battere, di anno in anno, il record di bambini cambiati (con pannolini lavabili, ovviamente!) in simultanea!
L’anno scorso i bambini cambiati sono stati 8301.
Il Grande Cambio è stato ideato nel 2011 da Judy Aagard proprio per dare visibilità ai pannolini lavabili come reale alternativa a quelli usa e getta, infatti è un occasione per chi non usa i lavabili, ma vorrebbe, per confrontarsi con genitori e bimbi (!) che già lo fanno.
Ma adesso continuo con la seconda parte del mio racconto.
Nel post di martedì scorso non vi ho detto che uno dei motivi principali della mia scelta era anche  il voler usare, per Viola, materiali e tessuti il più possibile naturali e i pannolini usa e getta sicuramente naturali non sono!
Fanno malissimo all’ambiente, probabilmente, spero, non fanno così male alla salute dei bimbi ma è altrettanto vero che, essendo fatti tutti di plastica, benissimo non faranno, anche perché un neonato ha addosso il pannolino tutti i giorni, per tutto il giorno per almeno i primi tre anni della sua vita (in media).
Onestamente, però, non posso dire che Viola non ha mai avuto problemi di pelle proprio grazie ai lavabili, perché non è vero e qualche problema lo ha avuto.
Purtroppo, a ogni dentino corrisponde un bell’eritema da pannolino (che probabilmente avrebbe avuto comunque) e c’è da dire, in più, che la mia bimba, ha la pelle di un’algida signorina inglese cosa che non aiuta per niente.
Il consigliassimo ossido di zinco, poi, ha avuto come unico effetto quello di … peggiorare la situazione!
Poverina, abbiamo dovuto sperimentare un po’ ma alla fine abbiamo trovato la soluzione: abbiamo risolto con una buona crema (ecobio ovviamente) e con il violetto di genziana solo quando serve.
Nei giorni in cui l’irritazione è al culmine, uno o due di solito, devo dire, con onestà, che l’asciutto degli usa e getta aiuta molto a ristabilire più velocemente l’ordine.
Ogni bimbo è diverso, ogni pelle è diversa, quindi dire in assoluto che cosa sia giusto o sbagliato è impossibile, me ne sono accorta con l’esperienza ed è per questo che trovo giusto raccontarla e trovo giusto che altri lo facciano.
Se tornassi indietro farei la stessa precisa scelta, ne sarei comunque contenta e consiglio davvero a tutti di usare i lavabili per i loro bimbi, perché i problemi di Viola sono legati alla dentizione e non al tipo di pannolino, cosa confermata anche dalla pediatra, che non ha mai avuto niente da obiettare sulla nostra scelta.
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Concludo il post con quest’ultima parte che dedico ai viaggi: come dicevo consiglio assolutamente i patelli lavabili per quando si è in casa o per quando si fanno gite di un giorno, quando invece si sta via per più giorni ecco che non sono di sicuro la scelta più comoda, noi, in viaggi di due o massimo tre giorni, adottiamo un “regime misto” e cioè di giorno “usa e getta” e di notte lavabili, se però, ripeto, il viaggio dura solo due o tre giorni.
In caso di assenze più lunghe si tratterebbe di rimandare di molti giorni il lavaggio e questo, in termini igienici, è meglio evitarlo, anche a casa.
In vacanza, quindi, usiamo solo usa e getta, senza troppi sensi di colpa e pensando a quanti NON ne abbiamo buttati via durante tutto l’anno!
Se la virtù sta nel mezzo io penso che in questo modo riusciamo a essere comunque virtuosi solo con qualche piccolo compromesso.
Ultimissima ragione a favore dei lavabili, però ancora da verificare, è il fatto che i bimbi che li indossano, si dice riescano prima a “farne a meno”, insomma imparano prima ad andare in bagno da soli, cosa meno semplice con gli usa e getta perché il pupo si sente sempre asciutto e quindi perché dovrebbe preoccuparsi?
Non siamo ancora arrivati al momento del cosiddetto spannolinamento, quindi avrete capito che questo post in realtà non finisce qui e perciò la vera conclusione sarà tra qualche mese!

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