Pannolini lavabili: il mio racconto – parte prima

Dopo un anno e poco più di utilizzo vi racconto la mia esperienza con i pannolini lavabili.
Ho cominciato quando la piccola aveva circa quattro mesi (prima erano veramente enormi per lei, che  è una bimba di dimensioni normali) fino a oggi, che li indossa ancora e ha 21 mesi.
Ho rimandato la scrittura e la pubblicazione di questo post molte volte e il perché, col senno di poi, è semplice: è molto più giusto parlarne adesso che non dopo soli due/tre mesi di utilizzo perché ci sono molte cose che cambiano mano a mano che il bimbo o la bimba che li usa cresce.
In realtà vi ho già detto molto: dopo più di un anno li uso ancora, regolarmente e con soddisfazione.
No, non sono una super mamma, anzi, come in molte cose, però,  si tratta solo di organizzarsi un po’ e prendere il ritmo.
Quando ho scoperto di aspettare Viola, dopo l’attimo di panico iniziale che poteva anche starci, ero nel pieno della mia rivoluzione verde e ho pensato che anche questa poteva essere un occasione per fare qualcosa di buono per l’ambiente, per ragionare, in due e con calma, sulle scelte da fare per la bimba senza farsi trascinare di qua e di là da pubblicità e consigli vari. “Sarà un bio-bimba!” – mi diceva scherzando mio marito.
Ovviamente per lei avremo usato solo creme, detergenti e oli bio come già facevamo per noi e saremo stati attenti a prenderle body e vestitini in materiali sani come cotone e lana, ci saremo interrogati molto di più sul cibo che compravamo e consumavamo, provando anche a darci le risposte giuste.
E poi?
E poi avremo usato i pannolini lavabili!
Io ero straconvinta che ne valesse la pena, sia ecologicamente ma anche economicamente e che saremo riusciti a stare dietro a tutto.
Il mio lui, fino a quel punto convinto sostenitore delle mie scelte, ha vacillato non poco sgranando gli occhi come un lemure curioso ma anche preoccupato.
Probabilmente si vedeva già sommerso da cumuli di patelli orrendamente sporchi!
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Questi, Popolini, sono come quelli di Viola ma si può scegliere tra tantissime marche.
Non ne voleva sentir parlate tanto che a un certo punto ho pensato di fargli una presentazione con grafici, statistiche etc. per convincerlo.
Ho faticato parecchio insomma ma alla fine cel’ho fatta, tant’è che oggi spesso mi chiede “Che patello le metto? Quello normale?” dove per normale intende lavabile!
Mamma e suocera, invece, tutto sommato, mi hanno appoggiato da subito tanto che mia suocera ha deciso di regalarceli come corredino.
Più che alto erano tutte e due preoccupate di una cosa, in effetti fondamentale, il lavaggio!
Premessa: all’epoca usavo già detersivi ecologici, soprattutto per il bucato, detersivi di cui loro non si sono mai fidate perché “non di marca”…
E allora, subdolamente mi chiedevano: “Ma cosa userai per lavarli? Il Napisan?” “NO!” “Ah no?! E allora cosa? L’Amuchina? Ho sentito che la consigliano…” NO!” “MMM e allora cosa??!”
Per la cronaca, io mi trovo bene con il bucato liquido della linea Solara di Officina Naturae sia come risultati che come profumazione (davvero leggera).
Detersivo quanto basta, aggiunta di percarbonato, programma cotone 50°/60°.
Di solito li lavo ogni due giorni e se ho altra biancheria da mettere in lavatrice li metto tranquillamente assieme.
Capita alle volte che non vengano smacchiati alla perfezione ma ho notato che il problema si risolve con una bella insaponata con sapone di marsiglia (quello vero!) appena prima di buttarli in lavatrice.
Mi raccomando di non lasciarli mai a mollo, o insaponati se non per brevissimo tempo e di non prelavarli con acqua calda che porterebbe al risultato opposto e cioè di fissare le macchie.
Questo è il mio metodo ma ognuno deve trovare il suo: usate pure il detersivo che preferite purché sia liquido e con pochissimo profumo, non fidatevi di quelli con il “vero” marsiglia perché lì di vero c’è solo il profumo (di sintesi), l’ideale è un buon detersivo ecologico.
E se si decide di fare il grande passo e comprarli, qual’è la marca migliore? E il modello? E in che tessuto?
La scelta per noi non è stata facile, perché siamo due eterni indecisi e alla fine ci siamo orientati sulla Popolini, un’azienda austriaca che li produce da più di vent’anni (avete capito bene!) anche perché volevo vedere cosa compravo e per fortuna avevo un rivenditore in zona, un negozio davvero carino e gestito con cura dalla proprietaria.
Di marche, comunque, cen’è davvero tantissime e forse tornando indietro mi orienterei su una italiana come ad esempio l’Italmami che, se non sapete bene come fare, vi offre un pacco di prova per capire se i pannolini lavabili fanno per voi oppure no.
Bene, adesso che dovevo chiarirvi le idee e orientarvi al meglio e invece vi ho confusi sempre più vi dò una buona notizia: in rete ci sono decine e decine di forum che trattano dell’argomento con tutti i pro e contro ma per fortuna ci sono vere e proprie associazioni di genitori che raccontano la loro esperienza, sicuramente meglio di come sto facendo io.
Ve ne cito una per tutte e cioè Non solo ciripà.
Come vedrete navigando tra le pagine del sito, l’argomento è davvero vasto, ma ven’eravate già accorti immagino, però è trattato in ogni aspetto e con chiarezza quindi alla fine la nebbia si dissolve, non temete!
Questa era la prima parte della mia esperienza con i lavabili, invece qui, se vi interessa, trovate la seconda parte.

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