Ricordi

Adoravo quando, la mattina presto, lo sentivo prepararsi per andare al lavoro.
Faceva tutto con calma, per non svegliarci: entrava in bagno, accendeva solo la luce dello specchio e iniziava a farsi la barba.
Io me ne stavo ben sotto le coperte, al caldo e mi godevo quei momenti che, non so perché, mi piacevano tanto.
Era bello, nella casa silenziosa, sentirlo aprire la schiuma, insaponarsi le mani e poi il viso, sciacquare il rasoio nel lavabo… ogni singolo rumore era ovattato e chiaro al tempo stesso.
Poi metteva tutto a posto, scendeva a fare colazione e poco dopo dalle scale saliva il profumo del caffé.
Non mi riaddormentavo fino a quando non sentivo chiudersi il cancello e la macchina allontanarsi.

Allo stesso modo mi piaceva sentirlo rientrare la sera tardi, sentirlo salire le scale e nel dormiveglia, intuirne la presenza sulla soglia della nostra camera mentre, prima di andare a letto anche lui, ci dava, silenziosamente, la buonanotte.

Come quando si riguardano certe fotografie, riguardando questi ricordi mi accorgo che sono tra i migliori della mia vita.

Mi fanno sorridere di tenerezza.

Mi fanno dire casa.

Mi fanno dire papà.

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