L’incontro fortunato

un indovino mi disseUn indovino mi disse
Tiziano Terzani
1995

Il primo libro che ho letto di Terzani, il suo più famoso, più facile se si vuole ma forse anche quello più importante perché  nella leggerezza delle sue pagine si coglie anche tutto il desiderio di Tiziano di cambiare rotta, di rimettere tutto in discussione ancora una volta.
Il mio appuntamento con Terzani è stato sempre rimandato e finalmente avvenuto, da tempo infatti pensavo: “voglio leggere qualcosa di Terzani” e poi, chissà perché, ci sono sempre stati altri libri, altre cose da seguire, da pensare, a cui correre dietro. Poi un giorno, in libreria, mentre sceglievo le letture da spiaggia, eccolo lì che mi guardava, Tiziano, con i suoi occhi profondi, ispirati, sereni e malinconici al tempo stesso e i suoi baffi folti che non potevano fare altro che ispirarmi simpatia.
Pareva davvero mi chiamasse dallo scaffale e io non ho voluto resistere, questa volta.
L’incontro fortunato del titolo è quindi il mio con questo libro: ho trovato così tanto di me in queste pagine che parlano di viaggi e di avventure, ci ho trovato così tante similitudini con le mie riflessioni e considerazioni di adesso che mi vergogno quasi a parlare di coincidenze e di destino riferendomi a un libro che parla di astrologi, indovini e appunto di destino.
Eppure a dire che mi ha aspettato fino ad ora non sbaglierei, perché è quello che mi è sembrato, fin dalle prima pagine.
Tutto, in Terzani, mi colpisce per l’atteggiamento con cui affronta le cose della vita e quindi, di conseguenza, con cui scrive e descrive.
In lui c’è come una specie di “ingenua intelligenza” che gli fa comprendere molto ma che gli lascia sempre viva la curiosità di osservare e capire evitandogli di cadere nel cinismo cosa che, per un reporter di guerra, potrebbe insorgere come ovvia conseguenza del suo vissuto.
Quello di non prendere aerei per un anno intero è un semplice pretesto e lo si intuisce subito, Terzani è un uomo colto, arguto ed anche furbo, capace, in molte occasioni, di crearsi il suo destino ed è quello che fa con quella profezia “nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell’anno non volare. Non volare  mai” che lo incuriosisce e gli dà un idea: un anno di viaggi senza prendere mai aerei ma muovendosi con tutti gli altri mezzi possibili senza smettere di fare il mestiere di giornalista.

E così fa: un anno senza volare cercando, ad ogni tappa, un incontro con l’indovino o la maga locale conoscendo, di conseguenza moltissime persone, una diversa dall’altra, ognuna col suo modo di divinare e dare responsi a volte diversissimi tra loro (!) insomma “l’umanità che si sposta carica di pacchi e di bambini, quella a cui, gli aerei e tutto il resto passano in ogni senso  sopra la testa”.
Viaggiare un anno senza aerei ma solo in treno, in nave, a piedi etc. dà a Terzani anche la possibilità di rallentare e osservare con calma il suo continente “adottivo”,  l’Asia, prepararsi ai grandi cambiamenti del nuovo millennio, abbandonando gran parte di quelle tradizioni che per anni avevano affascinato l’uomo occidentale.
Da questo partono anche le riflessioni, a volte amare, sulla globalizzazione incalzante e sulla perdita della storia, dei costumi, dei riti di quell’antico Oriente che non c’è più ma l’esperienza degli indovini è sicuramente anche l’anticamera della scelta, fatta anni dopo, di ritirarsi per lunghi mesi in una piccola casa a Binsar, sulle montagne dell’Himalaya indiana.
“Un indovino mi disse” è di sicuro un libro che parla della curiosità e di come le cose cambino a seconda dei punti di vista, di come le profezie e le predizioni possano cambiare a seconda dell’oroscopo alle quali le si riferisce (!) ma le sue pagine ci danno anche il privilegio di vedere l’Asia con gli occhi di Terzani che l’ha vissuta e respirata per anni in un modo sempre in bilico tra l’affascinato e  il disincantato.

Da “Un indovino mi disse” il regista Mario Zanot, già autore dell’intervista “Anam, il senza nome” sta cercando di realizzare un film realizzato grazie alla partecipazione popolare.
Ve ne parlo anche qui.

Dedicato alla vita, agli scritti alle attività e ai pensieri di Terzani esiste un sito in costante aggiornamento

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